le certificazioni

A seguito di un percorso di crescita e qualificazione dell’azienda rivolto alla garanzia del consumatore e alla qualità del prodotto, TerrAmore ha ottenuto certificazioni di prodotto, che rinnova annualmente.

Il protocollo Global GAP definisce le buone pratiche agricole (G.A.P. > Good Agricultural Practice) relative agli elementi essenziali per lo sviluppo della best practice (migliore tecnica) applicabili ad aziende agricole, coltivazioni e prodotti della terra, allevamenti.

Il protocollo è stato creato dall’Eurep (Euro-Retailer Produce Working Group), che unisce alcune tra le più importanti catene commerciali europee, al fine di rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza alimentare e di rispetto dell’ambiente.

Il primo standard pubblicato è stato l’EurepGAP Ortofrutta (Fruit and Vegetable), successivamente integrato dall’EurepGAP IFA (Integrated Farms Assurance), uno standard modulare per le attività di produzione agricola e allevamento. Oggi nella sua ultima versione denominata GLOBAL G.A.P. 3.0-1_2 giugno 07

Al protocollo GLOBAL G.A.P. hanno aderito diversi soggetti coinvolti nella filiera agroalimentare:
• Produttori (singoli o figure collettive)
• GDO Europea
• Membri associati (laboratori, enti di certificazione, società di consulenza, aziende produttrici di mezzi tecnici per l’agricoltura).
La certificazione di prodotto GLOBAL G.A.P costituisce uno strumento di vantaggio competitivo, soprattutto nelle relazioni Business to Business.

Punti chiave

Il protocollo prevede la gestione di requisiti relativi a:
• Aspetti ambientali (storia e gestione dei siti, gestione del terreno e dei rifiuti)
• Prodotto (fitofarmaci impiegati, tecniche di irrigazione, protezione delle colture, modalità di raccolta e trattamenti postraccolta)
• Salute degli animali
• Salute e sicurezza dei lavoratori e le loro condizioni di lavoro
• Elementi relativi alla gestione aziendale

Sono possibili due opzioni di certificazione a fronte del Protocollo GLOBAL GAP
Op. 1 Singola azienda agricola
Op. 2 Cooperativa o associazione di aziende agricole.
Viene richiesta anche la stesura di un Disciplinare Tecnico che descriva gli elementi di Sistema Qualità attraverso i quali la cooperativa/associazione gestisce e coordina tutte le aziende agricole per garantire la conformità ai requisiti richiesto dal Protocollo Globalgap.

Vantaggi

La possibilità di rispondere alle richieste provenienti dai clienti europei che sempre più richiedono l’adozione di standard internazionali. GLOBALGAP infatti definisce lo standard di produzione dei prodotti ortrofrutticoli condiviso e accettato dai maggiori gruppi della distribuzione europea.
L’integrazione e le sinergie con le regole della Produzione Integrata per la produzione e commercializzazione di ortofrutta e prodotti freschi in genere.
Il protocollo GLOBALGAP rappresenta una vera e propria Linea Guida per le Buone Pratiche Agricole.

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LEAF è l’acronimo di Linking Environment And Farming traducibile in italiano come “collegamento tra ambiente e agricoltura”. Questo standard di produzione è stato creato nel 1991 ed è rivolto al settore primario, delinea, cioè un metodo per fare agricoltura nel rispetto dell’ambiente.

È stato creato per sviluppare e promuovere la produzione integrata o Integrated Farm Management (IFM) nelle aziende agricole, unendo il meglio dei metodi tradizionali con la tecnologia moderna, e la consapevolezza dei coltivatori.

Leaf Marque è in sintesi:
:: un sistema di assicurazione qualità basato sui principi della produzione integrata
:: si costruisce su schemi esistenti per evitare duplicazioni
:: è soggetto a ispezioni e certificazioni da parte di un organismo di certificazione autorizzato, quale CSQA
:: è applicabile a tutti i settori di produzione primaria
:: dà la possibilità di utilizzare il logo LEAF Marque.
Punti chiave:

LEAF Marque viene applicato all’intera superficie aziendale.
Il certificato LEAF Marque copre tutti i prodotti aziendali.
Si tratta di una certificazione di prodotto comunicabile nell’etichetta del prodotto finito.
Il logo può essere posto anche su prodotti confezionati e/o trasformati.
Per poter utilizzare il logo LEAF Marque l’azienda deve essere completamente conforme a tutti i Critical Failure Points (CFP).
L’uso del logo è ammesso solo a seguito dell’ottenimento del certificato.
Lo standard prevede ispezioni annuali.

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Il sistema QS (acronimo di Qualità & Sicurezza) è un sistema di assicurazione qualità finalizzato a offrire garanzie di qualità e sicurezza alimentare dal campo (fase agricola o allevamento) al banco del negozio.

Il sistema QS è nato nel 2001 con la definizione di linee guida per il settore carne, ma gradualmente il programma si è sviluppato prevedendo anche la certificazione del settore ortofrutticolo.

La certificazione QS viene richiesta dalle catene distributive tedesche a garanzia della qualità dei prodotti e per assicurare una base produttiva (varietà di prodotti, accesso allo schema) in grado si soddisfare le esigenze della Distribuzione.

E’ un tipo di certificazione B2C (business to consumer) che viene comunicata al consumatore attraverso l’uso di un logo che viene riportato direttamente in etichetta.

L’adesione al programma QS obbliga i produttori a farsi controllare da un organismo di controllo riconosciuto.

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TerrAmore al momento ha 60 ettari in biologico già certificati e 40 in conversione.

La certificazione Bios attesta che la Cooperativa rispetta i principi, i metodi e le tecniche dell’agricoltura biologica stabiliti dalle norme di riferimento, lungo tutta la filiera che va dalla produzione e preparazione, alla distribuzione, alla commercializzazione.

Se l’agricoltura convenzionale introduce nell’agrosistema un livello superiore di energia ausiliaria proveniente dagli impattanti processi industriali (industria chimica, meccanica, logistica, estrattiva), al contrario l’agricoltura biologica reimpiega la materia sotto forma organica ovvero la conservazione della sostanza organica nel terreno.

I principali obiettivi dell’agricoltura biologica sono:
– trasformare il più possibile le aziende in un sistema agricolo autosufficiente attingendo alle risorse locali;
– salvaguardare la fertilità naturale del terreno;
– evitare ogni forma di inquinamento determinato dalle tecniche agricole e produrre alimenti di elevata qualità nutritiva in quantità sufficiente.

Nella pratica biologica sono centrali soprattutto gli aspetti agronomici: la fertilità del terreno viene salvaguardata mediante l’utilizzo di fertilizzanti organici, la pratica delle rotazioni colturali e i sovesci, le lavorazioni attente al mantenimento e/o al miglioramento delle struttura del suolo e della percentuale di sostanza organica; la lotta alle avversità delle piante è consentita con preparati vegetali e minerali che non siano di sintesi chimica nonché privilegiando la lotta biologica. Gli animali vengono allevati con tecniche che rispettano il loro benessere e nutriti con prodotti vegetali ottenuti secondo i principi dell’agricoltura biologica. Sono evitate tecniche di forzatura della crescita e sono proibiti alcuni metodi industriali di gestione dell’allevamento, mentre per le cure delle eventuali malattie si utilizzano rimedi omeopatici e fitoterapici limitando i medicinali allopatici nei casi previsti dal regolamento.

L’agricoltura biologica in Europa è stata regolamentata per la prima volta a livello comunitario nel 1991 con il Reg. n °2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all’indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari. Solo nel 1999 con il Reg. n° 1804/2007 sono state regolamentate anche le produzioni animali, poi a seguire l’acquacoltura e il vino. Nel giugno 2007 è stato adottato un nuovo regolamento comunitario per l’agricoltura biologica, Reg. n° 834/2007 e Reg. 889/2008 quale disciplinare tecnico di attuazione.

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Lo Standard IFS (International Food Standard) ha lo scopo di favorire l’efficace selezione dei fornitori food a marchio della GDO, sulla base della loro capacità di fornire prodotti sicuri, conformi alle specifiche contrattuali e ai requisiti di legge. Costituisce un modello riconosciuto sia in Europa che nel resto del mondo.

Lo standard IFS Food è in vigore nella versione 5, pubblicata ad Agosto 2007, frutto della cooperazione di:

HDE e FCD, rappresentanze rispettivamente dei retailer tedeschi e francesi,
Federdistribuzione, ente che organizza e rappresenta la grande distribuzione organizzata italiana, ANCC (Associazione Nazionale delle Cooperative dei Consumatori) e ANCD (Associazione Nazionale Cooperative tra Dettaglianti).
Si applica alle aziende alimentari che forniscono prodotti food a marchio dei retailer.

Lo standard individua gli specifici elementi di un sistema di gestione focalizzato sulla qualità e sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti, che prende come riferimento per la pianificazione e implementazione la metodologia HACCP.

I principali elementi sono:
– adozione delle buone pratiche di riferimento
– adozione di un sistema HACCP
– adozione di un sistema di gestione per la qualità documentato
– controllo di standard per gli ambienti di lavoro, per il prodotto, per il processo e per il personale
– esistenza di appropriate specifiche per:
– materie prime (compresi i materiali di confezionamento),
– prodotto finito,
– prodotti intermedi/semilavorati (dove richiesto)
– monitoraggio dei fornitori,
– posizionamento del sito,
– accumulo, raccolta ed eliminazione del materiale di rifiuto,
– standard igienici e di organizzazione per il personale,
– controllo di processo.

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Il GRASP è uno standard per le ispezioni delle buone pratiche sociali.

Può essere volontariamente applicato solo alle aziende già in possesso della certificazione GlobalG.A.P.-IFA (es. ortofrutta, fiori).

Il nuovo modulo GRASP integra quanto già presente nello standard GlobalG.A.P. IFA circa la salute e sicurezza dei lavoratori, focalizzandosi sulla valutazione di indicatori di base sui potenziali rischi sociali a livello delle aziende agricole.

Il modulo GRASP è uno strumento volontario, pertanto non sono presenti livelli minimi di conformità obbligatori. Nel caso in cui a conclusione dell’audit non si sia raggiunta la piena conformità, GlobalG.A.P. raccomanda lo sviluppo di un piano di azione finalizzato al miglioramento continuo, ma tenendo in considerazione i rischi individuati, le possibilità e le risorse dell’azienda.

L’audit GRASP viene effettuato da parte di auditor appositamente formati e qualificati; la check list da applicare, completa del dettaglio delle interpretazioni è liberamente scaricabile dal sito ufficiale GlobalG.A.P.

Il modulo GRASP è applicabile alle singole aziende agricole ma anche, con l’applicazione di requisiti aggiuntivi specifici, a gruppi di produttori.

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Bio Suisse è un’organizzazione no profit che rappresenta gli interessi dei produttori svizzeri e dei licenziatari “Gemma” (nome dello standard nazionale del biologico).

L’Ordinanza Bio disciplina in Svizzera i requisiti necessari affinché un prodotto possa essere designato come prodotto biologico. Essa prescrive che un’azienda che importa, produce, trasforma, immagazzina o commercializza prodotti biologici deve essere controllata e certificata da un ente di certificazione riconosciuto dalla Confederazione.

Le direttive Bio Suisse differiscono in alcuni punti importanti dalle prescrizioni minime della Unione Europea. Alcuni dei punti principali sono:

1. globalità dell’azienda (l’intera azienda va gestita secondo le direttive Bio Suisse);

2. le superfici per l’aumento della biodiversità (siepi, prati e pascoli estensivi ecc.) devono essere almeno il 7% della superficie agricola utile;

3. limitazioni all’impiego del rame;

4. limitazioni all’intensità di concimazione.

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Il Sistema di Qualità Nazionale di produzione integrata (SQNPI) è un sistema realizzato attraverso norme tecniche specifiche per ciascuna coltura e indicazioni fitosanitarie vincolanti (disciplinari di produzione), comprendenti pratiche agronomiche e fitosanitarie e limitazioni nella scelta dei prodotti fitosanitari e nel numero dei trattamenti.

Il SQPNI di fatto è operativo da gennaio 2016 ed è applicabile a tutte le produzioni vegetali (trasformate e non) e consente di utilizzare un marchio sul prodotto oggetto di certificazione.

Vantaggi

Il SQNPI è stato concepito dal MIPAAF per diventare uno strumento competitivo, finalizzato alla valorizzazione e differenziazione dei prodotti sul mercato. Il segno distintivo ministeriale “Qualità sostenibile” è quindi in grado di assicurare al consumatore la coltivazione dei prodotti secondo tecniche agronomiche rispettose dell’ambiente e della salute dell’uomo.

La produzione integrata secondo il SQNPI permette:
– di ottemperare agli obblighi di legge in materia di difesa integrata (PAN)
– di rispondere alle pressanti richieste derivanti da un mercato nazionale ed internazionale sempre più attenta alle modalità di coltivazione.

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